Non piove da mesi. E non è semplicemente un anno strano.
Chi si occupa di terra e di clima sa che è l’ennesima stagione calda, che le temperature salgono e la pioggia scarseggia per lunghi periodi. E che quando arriva, a volte fa piccoli e grandi disastri.
Per questo, alla politica oggi spetta un doppio compito. A livello macro, capire come mitigare i grandi cambiamenti climatici che stiamo già vivendo. Per evitare che questa nostra terra diventi invivibile. Anche perché a questi ritmi, lo diverrebbe molto prima di quanto pensiamo. A livello territoriale, fare in modo che le nostre città siano pronte ad affrontare fenomeni inimmaginabili fino a qualche anno fa.
Ad Ardea, questo secondo compito è già di per sé un’impresa. Perché la città è stata costruita quasi “a casaccio”: senza infrastrutture, spesso senza opere di urbanizzazione, senza servizi. E così spesso capita di incontrare cittadine e cittadini che chiedono cose che nel 2022 dovrebbero esser scontate, ma non lo sono. E che di fronte a cambiamenti come quello della siccità, rischiano tra l’altro di essere una condanna.
Come a via Tanaro, al centro di uno dei quartieri più popolosi del territorio. Che – non si sa perché – per un piccolo tratto è sprovvista di rete idrica. E i suoi abitanti devono ricorrere ai pozzi privati (ad Ardea particolarmente diffusi). La cui acqua non sempre è utilizzabile per lavarsi o cucinare, proprio come avviene nell’area nord del nostro Comune. E con la siccità, tra l’altro, non sappiamo quanto questi pozzi ancora saranno utili.
Per questo, la scorsa settimana abbiamo protocollato con Niko Martinelli un’interrogazione. Per capire se e quando il Comune vorrà completare un’opera dai costi ridotti ma fondamentale. Perché assicura un diritto e un servizio vitale.
L’interrogazione sarà il primo punto discusso nel prossimo consiglio comunale, il 3 novembre. Ci vediamo giovedì alle 15:00 in sala consiliare.

