La politica che manca

La maggioranza litiga. Da mesi ormai. Non si capisce neanche tanto per cosa. Intanto, però… c’è una città e un territorio da governare.

In sordina (questa è una città costruita per non parlare e non parlarsi), da qualche settimana gli alunni delle scuole medie di via Verona sono in DAD. Non per il Covid, ma perché i riscaldamenti non funzionano. Sono guasti e manca un pezzo per la riparazione. Da più di un mese. Problemi simili, poi risolti, si sono verificati anche in altri plessi e in altri istituti. Martedì, per consentire la riparazione di tre condizionatori rotti, il Sindaco ha emanato un’ordinanza di chiusura (fino a lunedì) del plesso di Pratica di Mare.

Piccoli e grandi problemi. Che impattano però in modo atroce sulla vita delle famiglie. Costrette ad organizzare l’emergenza, a chiedere permessi a lavoro, a pagare baby-sitter, a scomodare i nonni (chi li ha), a incastrare impegni. Come sempre, casca meglio chi sta meglio. E chi sta peggio – come sempre – sta ancora peggio.

Qualche settimana fa abbiamo accompagnato i genitori di diversi alunni in Comune. Volevano parlare con qualcuno delle aule fredde e capire che risposta ai bisogni di ragazzi e famiglie avesse il Comune. Hanno potuto ascoltare solo le spiegazioni tecniche di un impiegato, che si è giustamente limitato ad illustrare il tipo di guasto agli impianti di riscaldamento e le caratteristiche del pezzo che il Comune sta aspettando per consentirne la riparazione. Risposte? Poche e confuse. Del resto, si è limitato a quel che poteva dire, visto il suo ruolo. In compenso, da settimane assistiamo al più classico degli “scaricabarile” tra Comune e dirigenza scolastica.

Cosa è mancato, nell’incontro con i genitori? E cosa ci dice tutta questa storia? Che è naturale che il 60% dei cittadini qui non vada a votare. Perché dovrebbe scomodarsi, se l’unica risposta che riceve dalla politica è la presenza un impiegato (una figura tecnica e amministrativa) a rispondere ai tanti bisogni dei cittadini e del territorio? Se la politica non è in grado di fare, per le scuole, quello per cui esiste: parlare con i dirigenti, ascoltare dal personale scolastico e dalle famiglie le criticità, costruire risposte possibili ma anche efficaci, tanto ai problemi grandi quanto alle emergenze?