Attendere, accogliere, meravigliarsi.
Sono i verbi che scandiscono questo tempo di Natale.
Li abbiamo appresi sin da piccoli e riecheggiano nei nostri ricordi di bambini. Sono i verbi che ascoltiamo durante le celebrazioni religiose di queste giornate, i verbi dei personaggi del presepe, le parole che incontreremo negli sguardi dei più piccoli, questa sera e domani.
Ma sono tre verbi che, se ci pensiamo bene, scandiscono anche le nostre vite.
Dal desiderio di una vita migliore, allo stupore che proviamo di fronte alle tante cose inattese, alla gioia di scoprirci legati a questo nostro pezzo di mondo e alle persone che lo abitano insieme a noi.
L’augurio che faccio e che mi faccio, in questo tempo “straordinario”, quindi, è quello di fidarci tutti un po’ di meno di questo materialismo al ribasso. E di scorgere, nelle pieghe della nostra quotidianità – e proprio grazie a questi tre verbi – quanto siamo tutti e tutte destinati a qualcosa di decisamente più grande.
Buon Natale, quindi.
La stella rischiari anche il mio e vostro cielo!

