Abbiamo perso il conto dei comunicati che, in questi anni, hanno annunciato l’imminente abbattimento delle case abusive sul lungomare. 𝙎𝙚 𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙣𝙣𝙪𝙣𝙘𝙞 𝙙𝙚𝙢𝙤𝙡𝙞𝙨𝙨𝙚𝙧𝙤 𝙞𝙡 𝙘𝙚𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙞𝙡𝙡𝙚𝙜𝙖𝙡𝙚, 𝙞𝙡 𝙥𝙧𝙤𝙗𝙡𝙚𝙢𝙖 𝙨𝙖𝙧𝙚𝙗𝙗𝙚 𝙧𝙞𝙨𝙤𝙡𝙩𝙤 𝙙𝙖 𝙪𝙣 𝙥𝙚𝙯𝙯𝙤.
Chiariamoci: lo stanziamento di nuove risorse per 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗲 𝗮𝗯𝘂𝘀𝗶𝘃𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗱𝗲𝗺𝗮𝗻𝗶𝗼 𝗺𝗮𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗼 𝗲̀ 𝘂𝗻’𝗼𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮. È giusto e sacrosanto che lo Stato e il Comune ripristinino la legalità e restituiscano il mare ai cittadini.
C’è però una riflessione che mi viene spontanea. Gli abbattimenti sono fondamentali, ma rappresentano 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼. E sono anche interventi complessi e costosi.
Ci sono invece decine di cose che si potrebbero fare subito, con poche risorse o semplicemente con una migliore organizzazione. È quello che i cittadini ci ripetono ogni volta che li incontriamo.
Le strade sporche. I rifiuti abbandonati. Le aiuole lasciate all’erba alta. I cestini arrivati sulle spiagge quando la stagione era già iniziata. I lavori contro gli allagamenti conclusi, ma gli allagamenti che si ripresentano puntualmente ad ogni pioggia.
Quattro anni fatti di fotografie, inaugurazioni e annunci. 𝗠𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗲̀ 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼.
Eppure il mare è il patrimonio più prezioso che Ardea possiede. Lo è per chi ci vive ogni giorno e lo è per le migliaia di persone che ogni estate scelgono – o potrebbero scegliere – la nostra città.
Per questo, insieme a Niko Martinelli, 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘂𝗻’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗱𝗲𝗮. Chiederemo risposte e tempi certi.
Sono convinto che la legalità non si misuri soltanto nelle grandi operazioni. Ma anche nella capacità di garantire ai cittadini una città pulita, curata e accogliente. E su questo, purtroppo, c’è ancora moltissimo da fare.

